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La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
  • Occhi


Germogli della Parola



01 novembre

“Contempliamo la Gloria di Dio”


 

 

       “Santità” una parola oggi che non sentiamo appartenente alla nostra esistenza.

       I credenti parlano di santità, credono nella santità di alcune persone verso le quali hanno particolare devozione ed amore, ma difficilmente vedono la loro vita di fede come un cammino di santità da compiere.

       Di fatto con il battesimo tutti i credenti sono già nella condizione di “santità”, perché partecipano alla vita di Dio, attraverso la vita sacramentale, ma che devono portarla a pienezza lasciandosi convertire dalla Grazia di Dio.

       “Santità” non indica perfezione, ma partecipazione alla perfezione di Dio per il dono del suo Amore.

       Non ci santifichiamo per le opere che compiamo, ma per essere uniti a Dio e cercando in ogni nostra opera di compiere il suo volere. Non solo le buone opere in sé che ci santificano, ma fare tutto nella fedeltà al Signore.

       Vivendo il quotidiano, cercando sempre ciò che è gradito a Dio, progrediamo in quel cammino iniziato con il battesimo di partecipazione alla vita del Signore, raggiungendo alla fine della vita la meta del nostro vivere, che è la partecipazione alla Gloria di Dio.

       L’Apostolo Giovanni, nel brano della seconda lettura, esprime chiaramente questo concetto: “Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato … noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro” (1Gv 3, 1-3).

       La speranza è certezza, per il credente, che tutto ciò in cui crede si compirà per la promessa di amore di Dio. Di conseguenza l’impegno del credente è di “conformarsi” alla volontà del Signore, e liberarsi da tutto ciò che ostacola la vita secondo Dio: questo è il cammino di santità, che si raggiunge lasciando che la Grazia di Dio abiti sempre più nel proprio cuore.

       La santità è l’abitazione dello Spirito di Dio nel cuore del credente, che si ottiene per il dono della fede nel Battesimo, ma si completa nell’agire in noi attraverso la volontà personale di conversione.

       La santità è l’azione in noi, esseri perfettibili, di Colui che è perfetto, ma questa azione è possibile solo nella nostra volontà.

       Siamo, dunque, eletti alla santità, ma la possiamo raggiungere solo con un atto fermo e costante della nostra volontà.

       La volontà aderisce al Signore in un costante esercizio di allenamento attraverso l’ascolto attivo della Parola di Dio, la meditazione dell’amore gratuito di Dio e l’impegno di adesione attraverso il “discernimento” per aderire al bene massimo e possibile in ogni situazione.

       In altre parole è la condizione di Beatitudine del discorso della Montagna (Mt 5, 1-12a) a cui Gesù ci invita ad aderire con la nostra vita. I beati del Vangelo non sono, certamente, quelli secondo la logica del mondo e, in particolare di questa nostra società, ma non sono neanche da considerare degli eroi o dei “superman” o “wonder woman”.

         I beati del Vangelo sono solo coloro che hanno fatto della proposta di Amore di Dio la regola della loro esistenza. Solo coloro che, nella fatica del vivere, nelle tribolazioni e cadute, trovano costante ristoro in Gesù Cristo, Via, Verità e Vita e Legge nuova da seguire.

         I Santi sono uomini e donne che nella loro personale esperienza di vita, nelle fragilità del loro essere, hanno accolto l’Amore di Dio ed hanno fatto di esso la ragione del loro vivere!

      Ognuno di noi, in quanto cristiano, è inserito in questa comune vocazione alla santità. Con la mente, il cuore e la volontà orientati e alimentati dall’amore di Dio, lasciamoci abitare da esso e impegniamoci a valutare, decidere ed agire secondo l’amore incontrato ed accolto, consapevoli di essere figli di Dio, destinati a partecipare della sua Gloria! Amen!


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