Privacy

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra Clicca qui per ulteriori informazioni




La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
  • Occhi


Germogli della Parola



×

Errore

Strange, but missing GJFields library for /home/utxxpkem/public_html/plugins/system/notificationary/HelperClasses/GJFieldsChecker.php
The library should be installed together with the extension... Anyway, reinstall it: GJFields

Domenica di Pentecoste – (Anno A) – 24 maggio 2026

“Araldi della Redenzione”


 

(At 2,1-11 - Dal Sal 103 (104) - 1Cor 12,3b-7.12-13 - Gv 20,19-23)

 

       «Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati"» (Gv 20, 21-23).

          La Solennità di Pentecoste è l’ultima festa del Tempo Pasquale e segna la “nascita della Chiesa”.

       Il brano evangelico tratto da Giovanni esprime chiaramente la missione, il mandato, che Gesù affida agli Apostoli: essere araldi della sua Redenzione!

       Interessante notare che l’evangelista Giovanni lega il dono dello Spirito all’azione di Gesù del “soffiare” sui Discepoli, richiamando al brano della creazione in cui Dio soffia nelle narici per donare la vita (Gn 2,7), per indicare che il dono dello Spirito fa rinascere a “nuova vita in Dio” coloro che accolgono la “Luce”, la “Verità”, la “Vita”, il “Logos”: Cristo Gesù, Signore e Maestro, Salvatore del mondo (Gv 1, 4-5. 9-12).

       Legato al dono dello Spirito, Gesù dona il potere di perdonare i peccati. Questo potere affidato da Gesù ai suoi Apostoli e di conseguenza alla Chiesa non deve essere legata al significato letterale dei termini usati, tradotti con “perdonare”, ma vengono chiaramente comprese se mettiamo in relazione queste azioni con la missione del Paràclito di “mettere a nudo” il bene e il male del mondo: «Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato» (Gv 16, 7-11).

       Di conseguenza, il potere va compreso proprio nella risposta alla rivelazione di Dio per mezzo di Gesù; la sua accoglienza o il rifiuto: alcuni giungono alla luce, ma alcuni la rifiutano e l’ira di Dio rimarrà su di loro (Gv 3, 19.36).

       La misericordia di Dio, quindi, non è per tutti, ma solo per coloro che accolgono il Messia e vivono nella sua Luce, secondo la sua Legge! La missione della Chiesa, dei cristiani, è quella di rendere presente Gesù Verità, senza riduzioni e compromessi, essendo stati “consacrati nella Verità” (Gv 17, 17), cioè posti nella condizione di conoscere, vivere e restare fedeli alla Verità, per cui la Chiesa non può fare altro, non può tradire la Verità altrimenti perderebbe la sua identità.

       Pretendere che la Chiesa si adegui alla mentalità del mondo e accolga ciò che è contrario alla Verità di Cristo, significherebbe chiedere che essa perda il senso e il fine della propria missione: annunciare Cristo, Verità, Via e Vita!

       Da qui si comprende che per ottenere la “misericordia” di Dio occorre vivere nel suo Amore, come Cristo ci ha insegnato; significa vivere nella Luce di Cristo; significa accogliere e rendere presente nella vita l’insegnamento di Dio!

       Comprendiamo, di conseguenza l’espressione di San Paolo: «nessuno che parli sotto l'azione dello Spirito di Dio può dire: "Gesù è anàtema!"; e nessuno può dire: "Gesù è Signore!", se non sotto l'azione dello Spirito Santo» (1Cor 12, 3). Solo grazie al dono dello Spirito si può riconoscere e seguire Gesù come il Signore e il Maestro!

       Solo per l’azione dello Spirito si vive la vera fede, nella diversità di carismi e ministeri, ma tutti orientati all’unità in Cristo e al servizio di carità nella verità!

       Se la fede che si professa non si traduce in una vita secondo lo Spirito Santo, che genera unità e carità nella verità, non è vera fede, non è cammino di sequela del Cristo!

       Da questa affermazione scaturiscono alcune lecite domande: “Chi si può salvare?”; “Occorre essere perfetti, ma questo non appartiene alla condizione umana, quindi la fede è impossibile da vivere?”. Domande lecite, che credo ogni cristiano si ponga quotidianamente facendo il proprio esame di coscienza!

       Non è proprio immediatamente così rigida la situazione, infatti Dio conosce bene la nostra fragilità; i nostri continui e ripetuti peccati; la nostra caparbietà e naturale superbia che si oppone alla docilità richiesta al credente; ed è per questa nostra condizione che ci ha donato il nuovo Paràclito, che ci guida e sostiene. Ci ha donato nel Cristo, colui che ci perdona e ci ridona la piena comunione con il Padre misericordioso, solo e se ci accostiamo con animo sincero e penitente a Lui.

       Di conseguenza per celebrare e vivere nella Grazia della Pentecoste, del dono dello Spirito Santo, occorre abbracciare la Verità, senza riduzioni e compromessi, senza paura e nella fedeltà.

       Occorre vivere con responsabilità il nostro essere cristiani, fondando la nostra vita sull’insegnamento di Cristo, facendo la scelta del Bene; sapendo riconoscere il Male e chiamarlo per nome, con un linguaggio chiaro, fedele alla Legge di Dio: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. […] Sia invece il vostro parlare: "Sì, sì", "No, no"; il di più viene dal Maligno» (Mt 5, 17-20.37).

       La Pentecoste deve segnare per ciascun cristiano la scelta fondamentale per la Verità, per Dio!

     Celebrare la Pentecoste significa ricordare che ogni battezzato è stato investito da Cristo del mandato imprescindibile della testimonianza, dell’annuncio del Vangelo.

       Il dono pasquale della “Pace”, che ancora una volta abbiamo sentito proclamare nella liturgia di questa domenica, è legato alla fedeltà alla Verità: senza Cristo, che è la Verità, non può esserci Pace!

       Il mondo, che basa tutto sul potere, sull’interesse e sul predominare sul prossimo, non può riconoscere ed accogliere Cristo e, di conseguenza, coloro che gli appartengono.

       Il dialogo con il mondo non deve e non può richiedere una riduzione della Verità. Chiesa e mondo possono dialogare solo nella comune ricerca della Verità, ma la Chiesa non può rinunciare al Cristo per dialogare con il mondo, nella vana illusione di convertire il mondo.

    La conversione richiede l’accoglienza della Verità del Vangelo, diversamente non genera la fede! Molti, nei secoli, hanno riconosciuto la validità dell’insegnamento di Gesù, la sua importanza nella storia dell’umanità, ma non sono arrivati alla fede, perché non sono riusciti a rinunciare al proprio “io” per abbandonarsi pienamente all’Amore di Dio!

     Il cristiano è colui che ha incontrato Gesù e si è lasciato rinnovare e riconciliare da Lui, imparando a riconoscere il proprio peccato, a chiederne perdono e ad impegnarsi a vivere nella fedeltà al Vangelo, con l’aiuto dello Spirito Santo, per testimoniare con la vita al mondo la Verità.

     San Giovanni, nella sua prima lettera, ci ricorda che i credenti non possono essere riconosciuti dal mondo, perché non hanno conosciuto Cristo e non lo cercano: «Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui» (1Gv 3, 1).

     La mentalità basata sull'apparire, sul potere e sull'egoismo è incapace di comprendere chi invece vive secondo i valori evangelici. In questo contesto storico-culturale i credenti sono chiamati a vigilare per non cadere nella stessa mentalità e a distinguersi proprio per seguire un cammino diverso e autentico basato sulla Parola di Dio e sul dono della Grazia.

      Celebrare la Pentecoste è l’occasione nuova per lasciarsi rigenerare dallo Spirito per un cammino di comunione con Dio e il prossimo, nella sua Chiesa, abbandonando tutto ciò che divide e ritrovando la gioia dello stare insieme “come fratelli in Cristo”, con semplicità di cuore, franchezza d’animo, sincerità di parola, purezza di intenti e autentica fraternità di carità nella verità.

        Lo Spirito Santo, che unisce le menti e i cuori di coloro che professano la fede in Cristo, trovi i cuori dei fedeli sempre pronti ad accogliere la sua grazia, affinché l’unità sia il distintivo dello stile di vita della comunità cristiana; la misericordia la misura del giudizio; l’accoglienza e la correzione fraterna la modalità della fede.

 

Vieni Santo Spirito,

illumina i cuori dei tuoi fedeli.

Rendici fedeli alla Verità,

araldi della Redenzione,

fondando la nostra vita

sulla Parola di Verità!

 

Vieni Santo Spirito,

donaci il dono della prudenza,

per saper discernere il bene dal male,

per vigilare per non cadere

nella lusinga del Male.

 

Vieni Santo Spirito,

donaci il dono della sapienza,

per saper annunciare con fedeltà

il Cristo al mondo,

senza riduzioni e compromessi,

ma con coraggio e fermezza

pronti ad essere scartati dal mondo

pur di restare fedeli a Dio,

alla Verità, al Logos,

e partecipare alla fine della vita

alla sua Gloria nel Regno del Padre. Amen!


Passa alla modalità desktopPassa alla modalità mobile