V Domenica di Pasqua – (Anno A) – 03 maggio 2026
“Pietre vive in Cristo Via, Verità e Vita”
(At 6,1-7 - Dal Sal 32 (33) - 1Pt 2,4-9 - Gv 14,1-12)
In questa quinta domenica di Pasqua del ciclo A, la Liturgia della Parola ci invita a meditare su una delle pericopi che, a mio avviso, è tra le più significative del Vangelo di Giovanni, in cui Gesù si rivela come Via, Verità e Vita (Gv 14, 6).
Questa rivelazione di Gesù è fondamentale per comprendere come vivere in modo pieno ed autentico la sua sequela.
Ogni persona, che si pone l’interrogativo di come rispondere all’invito di Dio a credere e vivere nella comunione con Lui, si trova di fronte al dilemma di come attuare nella propria vita la sequela e vivere da credente.
Ciascuno, almeno una volta nella propria storia di vita, si è posto la domanda di come essere cristiani e vivere la fede di fronte alle tante sfide che incontriamo nella esperienza quotidiana.
Gesù risponde al dilemma di Tommaso e al nostro: «[…] come possiamo conoscere la via?» (v. 5b). Come vivere da veri cristiani e giungere al regno di Dio?
La risposta di Gesù ci permette di comprendere bene la rispondere alla domanda: «Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”» (v. 6).
1. Gesù è la Via!
Una obiezione potrebbe essere subito pronta: come si può seguire la sua via se siamo umani? Potremmo, al massimo, imitare la sua umanità. Invece Gesù ci dice che è una “condicio sine qua non” per vivere la piena comunione con Dio! Seguire Gesù Via significa: camminare secondo il suo insegnamento; imitarlo nella sua umiltà e mitezza di cuore; prendere il suo giogo, cioè seguire la sua Legge di Amore e di perdono («Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero» (Mt 11, 29-30)). Per il credente questo vuol dire: camminare nel suo Amore; amare come ci ha insegnato (Gv 13); perdonare come ci ha detto (Mt 18, 21-35); servire per regnare (Mt 20, 17-28 - Mc 10, 35-45).
2. Gesù è la Verità!
Gesù è la Verità, in quanto Logos del Padre, la Parola che si è fatta carne. Gesù è la Verità che ci invita a fare verità in noi riconoscendo senza paura i nostri limiti, le nostre fragilità e chiamandole per nome per imparare a gestirle e ad orientarle al Bene. Gesù è la Verità che ci guida a fare il corretto discernimento per scegliere sempre e solo ciò che è secondo Dio e la sua volontà, ciò che è fedele all’insegnamento di Cristo.
3. Gesù è la Vita!
Gesù è la Vita perché dona la vita. Gesù è la Vita perché camminando secondo la sua Parola impariamo a vivere in pienezza la nostra vita. Gesù Vita educa la nostra volontà e la guida per generare vita in noi e attorno a noi; per accogliere il prossimo senza giudizio e condanna; per saper accompagnarlo a conoscere Cristo aprendosi alla vita in Lui.
Seguire Cristo Via, Verità e Vita chiede di lasciarsi trasformare dalla Grazia di Dio perché mente, cuore e volontà siano orientate a comprendere, accogliere e vivere la volontà di Dio.
Tutto questo è realizzabile in noi, non per le proprie forze, ma per l’azione dello Spirito Santo, che agisce nel credente che si affida, che lo invoca, che vive con impegno e responsabilità ogni momento, ogni situazione cercando il Bene, che non sempre è l’utile immediato, ma ciò che apre alla vita e all’amore di agàpe.
Il credente che vive la vera sequela di Cristo, dice San Paolo, è colui che vive “radicato e fondato in Cristo”: «Come dunque avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in lui camminate, radicati e costruiti su di lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando nel rendimento di grazie» (Col 2, 6-7).
L’immagine che usa San Paolo, “radicati e fondati”, tradotto nella nuova versione con “costruiti”, spiega bene come vivere da credente maturo. San Pietro, nella seconda lettura, usa l’immagine dell’edificio: «Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. […] Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa» (1Pt 2, 4-5.9).
Per divenire credenti maturi occorre, dunque, che la propria vita sia costruita su Cristo, sulla sua Parola per essere “piete vive” della sua Chiesa, una comunità di figli di Dio nel Figlio, di fratelli in Cristo.
Quindi, essere credenti non è questione di pratiche di culto, ma di culto vivente, di una vita che sia un offerta gradita a Dio!
Essere cristiani significa essere credenti maturi, pietre vive, che vivono nell’Amore di Dio; nella Verità che è Cristo, generando vita in Cristo Vita e camminando seguendo la Via che conduce al Padre, Cristo Signore e Maestro.
Come esserlo?
1. Rinunciando a ciò che divide, cioè alle opere della carne, che San Paolo le elenca come frutto dell’egoismo e della chiusura in sé stessi. Esse coinvolgono le varie sfere della vita:
- Sfera sessuale: fornicazione, impurità, dissolutezza (o libertinaggio).
- Sfera religiosa: idolatria, stregoneria.
- Sfera sociale e relazionale: inimicizie, discordia, gelosia, ira, dissensi, divisioni, fazioni, invidie.
- Sfera personale: ubriachezze, orge e altre cose simili (cfr Gal 5, 19-21).
2. Seguendo ciò che costruisce, cioè le opere dello Spirito, che sempre San Paolo indica come opere che nascono dall’Amore e generano amore: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5, 22).
Signore Gesù Via, Verità e Vita,
donaci il tuo Spirito Santo,
perché ci renda tuoi seguaci maturi,
fondati e costruiti su di Te,
nostro Maestro e Redentore.
Ci rinnovi interiormente per divenire
pietre vive di un edificio spirituale,
credenti che celebrino con la vita il proprio culto.
Seguendo Te, Via, Verità e Vita,
sappiamo orientare sempre
mente, cuore e volontà al Bene,
ponendo davanti a tutto non il proprio interesse,
ma ciò che edifica e renda i tuoi fedeli
una sola cosa in Te,
senza ipocrisia, divisione, inimicizie,
rivalità, contese,
ma uniti dall’Amore misericordioso
sappiamo sostenere, correggere,
guidare, confortare e perdonare. Amen!
