IV Domenica di Pasqua – (Anno A) – 26 aprile 2026
“Salvatevi da questa generazione perversa!”
(At 2,14a.36-41 - Dal Sal 22 (23) - 1Pt 2,20b-25 - Gv 10,1-10)
«E Pietro disse loro: "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. […] Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: "Salvatevi da questa generazione perversa!"» (At 2, 38.40).
L’Apostolo Pietro invitava le prime comunità a convertirsi e li esortava a salvarsi “da questa generazione perversa”.
L’espressione è molto forte, ma sempre attuale perché vuole indicare proprio la non conciliabilità tra la mentalità del mondo e quella cristiana.
Oggi possiamo chiamare la nostra generazione, la nostra società, perversa?
Credo che se analizziamo lo stile di vita, le ideologie che sottendono i comportamenti diventati comuni, che sono spesso in netta contrapposizione con gli insegnamenti del Vangelo, possiamo certamente affermare che la nostra società è perversa, nel significato proprio del termine!
Il termine deriva dal greco διεστραμμένος (diestramménos), che indica perverso, pervertito, depravato, ed è il participio perfetto passivo del verbo διαστρέφω (diastrépho), che significa: 1) distorcere, girare da una parte; opporsi, tramare contro gli scopi salvifici e i piani di Dio; 2) lasciare il percorso giusto, pervertire, corrompere. La radice del verbo στρέφω (strépho) indica il girarsi intorno, voltare la schiena a qualcuno; girare, cambiare la propria condotta, cambiare idea, convertirsi.
L’espressione dell’Apostolo Pietro, dunque, è sempre attuale ed evidenzia il pericolo di deviare dal retto cammino e la necessità del continuo discernimento per vivere la fedeltà al Vangelo, a cui ogni battezzato è chiamato a tener presente nel suo cammino di fede.
La nostra società occidentale, grazie anche allo sviluppo scientifico-tecnologico e alla cultura imperante sempre più lontana dall’insegnamento del cristianesimo, può essere sicuramente definita “perversa” proprio perché ha rinnegato le radici cristiane, che nei secoli ha fondato la sua identità e segnato la sua evoluzione.
Questo processo di rinnegamento, di distorsione, di cambiamento della propria condotta e fondamento morale, trae forza dal processo di secolarizzazione, che ha portato a una società in cui la fede religiosa è sempre meno influente, portando a descrivere in particolare l'Europa come un'entità che si è staccata dal proprio fondamento religioso.
In questo contesto culturale, in cui al processo di secolarizzazione si aggiungono la globalizzazione e la presenza islamica, che stanno avendo un ruolo sempre più determinante sul cambiamento culturale e la poca rilevanza della fede cristiana nella società, i cristiani sono chiamati a vivere con sempre maggiore impegno e fedeltà la propria fede per non incorrere nel rischio di relativizzare il proprio cammino di sequela del Cristo.
Ogni cristiano deve imparare ad affinare il discernimento perché non è facile, in questo contesto culturale sempre più complesso, capire ciò che è fedele agli insegnamenti evangelici e cosa è contrario, ad esempio basta analizzare le tematiche etiche in ambito medico (aborto, eutanasia ecc.) in cui scegliere ciò che è secondo la volontà di Dio è difficile da comprendere, soprattutto per le implicanze emozionali, e per i condizionamenti della cultura imperante.
Pertanto credo, che stimolati dall’Apostolo Pietro, occorre domandarsi: come guardarsi da questa generazione perversa? Come evitare di deviare dal proprio cammino di sequela del Cristo?
Penso che la risposta a queste domande la troviamo nel brano evangelico di questa domenica.
L’unica possibilità che ogni cristiano ha per non deviare dalla propria condotta di sequela e di abbandono alla volontà di Dio sia quella di riconoscere Cristo come il “buon Pastore” (Gv 10, 11) e la “porta delle pecore” (Gv 10, 7).
Gesù si rivela come “la porta delle pecore” indicando proprio che solo attraverso Lui si può giungere alla Salvezza e alla piena conoscenza della Verità.
Il cristiano ha una solo Via da percorrere: Cristo! Ha una sola Verità da seguire: Cristo! Ha una sola Vita da accogliere: Cristo!
Presentandosi come “la porta”, Gesù fa comprendere che Egli è il Messia che conduce alla piena comunione con il Padre, è il compimento di ogni promessa veterotestamentaria, ma soprattutto indica ai suoi discepoli che Egli è l’unico Salvatore da ascoltare e seguire per arrivare a vivere in pienezza la propria vita e realizzare appieno la propria esistenza.
Cristo, che conosce le sue pecore, le chiama per nome (v. 3), è la Verità da accogliere per camminare nel Bene e generare il Bene nella vera libertà e responsabilità di scelta.
La risposta alla cultura di oggi, che esalta la libertà individuale, è Cristo, l’unico che libera veramente, perché non impone alcun fardello né chiede sottomissione, ma indica la Via, il suo insegnamento, che conduce alla pienezza del proprio essere in quanto chiama ad amare senza misura, ad accogliere senza condizione, a perdonare oltre ogni valutazione (Luca 6,27-38, Matteo 5,44; 7,2).
Vivere nella fedeltà a Cristo, camminare secondo i suoi insegnamenti, radicare e fondare la propria vita sul Cristo, è l’unico modo per vivere la fede autentica. Gesù porta delle pecore e buon pastore chiama i suoi ad una sequela di fiducia e di abbandono nella certezza del suo Amore. Egli, buon pastore, dona la sua vita per le sue pecore, e i suoi discepoli, oltre a riconoscere questo dono e vivere di esso, nel memoriale eucaristico, sono chiamati a saper dare la propria vita per il Vangelo, testimoniando con la vita la gioia di essere discepoli, pecore del Buon Pastore, che giuda il suo gregge alla Vita vera nell’amore del Padre.
Salvarsi da questa generazione perversa è possibile solo vivendo una piena e autentica sequela di Cristo; vivendo nel suo amore e imitando la donazione di sé per amore dell’umanità con una vita secondo il suo insegnamento.
Signore Gesù, Buon pastore,
che ci chiami a vivere secondo il tuo insegnamento,
ad essere tuo gregge nella fedeltà al tuo Amore,
guidaci con il tuo Spirito a comprendere e
a scegliere sempre ciò che è secondo il tuo Vangelo,
per essere tuoi veri discepoli,
per essere nel mondo portatori
della Luce del tuo Amore e
della Sapienza della tua Parola.
Rendi il tuoi discepoli,
capaci di ascoltare la tua voce
e di seguirla, riconoscendola
nel frastuono delle tante voci che gridano
nel mondo e confondono le coscienze.
Illumina le coscienze dei tuoi discepoli
perché sappiano sempre discernere il Bene
e tenersi distanti dalle lusinghe del mondo,
cadendo così nel pericolo della “perversione”,
voltando lo sguardo alla Verità
percorrendo una via che non è la tua
e perdendo la propria identità di popolo dell’Allenza,
di gregge del Buono ed Eterno Pastore. Amen!
