Seconda Domenica di Avvento – Anno A – 07 dicembre 2025
“Convertitevi: vivere la virtù della Giustizia”
(Is 11,1-10 - Sal 71 - Rm 15,4-9 - Mt 3,1-12)
«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!» (Mt 3,2).
Il cammino d’Avvento ci invita a soffermarci sulla figura di Giovanni Battista.
Giovanni Battista è l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù, perché gli rese testimonianza ancora in vita. Nel Vangelo di Luca (1, 5) si dice che era nato in una famiglia sacerdotale, suo padre Zaccaria era della classe di Abia e la madre Elisabetta, discendeva da Aronne.
Giovanni Battista predicava la conversione!
Convertirsi è riconoscere i doni che Dio ci fa, verificare come li accogliamo, ammettere che a volte li sotterriamo per superficialità, egoismo o per paura. Credere che il regno dei cieli è vicino significa riconoscere che la nostra grandezza e la nostra debolezza sono sempre immerse nell’amore di Dio che Gesù è venuto a incarnare. Convertirsi è ammettere che tutti abbiamo bisogno di crescere nella fede: essa è per tutti un cammino fatto di entusiasmo e di fragilità, di continua scoperta della chiamata di Dio e di bisogno del suo perdono.
Convertirsi è prima di tutto uscire da se stessi, è rivolgere il cuore e il cammino verso Dio, è lasciarsi avvolgere dall’amore e dalla misericordia del Padre buono che attende e scruta da lontano il nostro ritorno a Lui per abbracciarci e fare festa (Lc 15,11-24); è porsi davanti a Lui in verità, pronti a cambiare vita, a lasciare i nostri sentieri tortuosi per seguire le Sue vie, che sono sempre, per tutti, «vie di vita» (At 2,28).
Convertirsi è assumere la giustizia di Dio, è cambiare prospettiva e interesse per valutare e scegliere a partire dall’Amore divino, che fa giustizia al di là del dovuto e lo fa con misericordia.
L’invito che riecheggia in questa domenica di Avvento alla conversione è di fatto un invito a cambiare la concezione di giustizia: da una giustizia umana a quella divina.
Significa abbandonare la concezione di una giustizia personale e/o semplicemente una giustizia distributiva (dare a ciascuno ciò che gli appartiene) per accogliere la giustizia di Dio, che è fedele alla Alleanza che ha fatto con l’umanità.
Il Signore è giusto perché ristabilisce i diritti con la misericordia; Egli perdona e riabilita per amore ridando la dignità che il peccato e il tradimento dell’Alleanza ha macchiato (cfr. Luca 15,11-32).
Il cammino di fede è un cammino di giustizia!
Un cammino in cui crescere nell’amore e nella misericordia per vivere la giustizia che accoglie, ama, perdona e costruisce il Regno di Dio. È un cammino in cui uscire dal “narcisismo”, dall’individualismo per aprirsi al prossimo in una relazione di accoglienza e cooperazione.
San Paolo, nel brano della seconda lettura, lo esprime chiaramente:
«Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto: Per questo ti loderò fra le genti e canterò inni al tuo nome.» (Rm 15, 7-9).
Rinnoviamo in questo cammino di Avvento l’impegno a camminare nella giustizia di Dio ed essere costruttori di pace impegnandoci nel tessere relazioni autenticamente fondate sull’amore e la misericordia.
Invochiamo il dono dello Spirito Santo affinché ci guidi e ci insegni a realizzare la volontà del Padre in ogni momento della vita, in giustizia e verità, infondendo in noi gli stessi sentimenti di Cristo (Rm 15, 5-6).
Facciamo nostre le parole della preghiera di Colletta:
O Padre, che hai fatto germogliare sulla terra il Salvatore e su di lui hai posto il tuo Spirito, suscita in noi gli stessi sentimenti di Cristo, perché portiamo frutti di giustizia e di pace.
