XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) – 23 novembre 2025
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo
“Nulla senza di Lui e tutto secondo la sua Volontà”
(2Sam 5,1-3 - Sal 121 - Col 1,12-20 - Lc 23,35-43)
«Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: “Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto”» (Lc 23, 35).
A quanta derisione nei confronti di Gesù Cristo e della fede cristiana assistiamo continuamente sia nella routine della vita quotidiana, sia nelle pubblicità e finanche alle Olimpiadi di Parigi, dove la derisione della fede ha raggiunto un apice che mai ci si poteva aspettare da uno Stato Europeo.
Ma, purtroppo, la cultura laica o meglio laicista, che impera in Europa in nome di una democrazia autentica, se da un lato pretende di essere libera da ogni influenza religiosa, dall’altro si permette di schernire la fede cristiana e dare spazio alla fede mussulmana, come se questa sia portatrice di vera uguaglianza sociale.
In questo contesto culturale, come cristiani siamo sempre più chiamati a dare testimonianza della nostra fede senza riduzioni, compromessi e pseudo-dialoghi di convivenza.
In questa solennità, in cui adoriamo e riconosciamo Gesù Cristo Signore e Re dell’Universo, siamo chiamati a fare un profondo esame di coscienza per comprendere quanto sia reale per la nostra vita che Cristo è Signore e Re!
Riconoscere e accogliere Cristo come Signore e Re della propria vita comporta che tutto di noi abbia come “fonte e misura” Cristo: Nulla senza di Lui e tutto secondo la sua Volontà!
Tutto questo in un costante “rendimento di grazie” e nella consapevolezza di appartenere a Lui, come ci ricorda San Paolo: «ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce» (Col 1, 12).
Resi capaci di partecipare alla sorte dei Santi: questa condizione di ciascun cristiano carica di responsabilità perché si deve tradurre in uno stile di vita totalmente in contraddizione con la cultura imperante del mondo.
Il termine greco usato da Paolo è “ἱκανώσαντι” da “ἱκανόω” (hikanoô) che indica “equipaggiare uno con il potere adeguato per compiere dei doveri”[1].
Questo vuol dire che in virtù del Battesimo, siamo inseriti nella condizione dei Santi, cioè partecipiamo della vita di Dio in noi e questo comporta che abbiamo tutto per vivere da Santi, per attuare nella vita la Parola di Dio.
Unica resistenza resta la nostra libertà di decisione!
Ecco perché è necessario che la nostra coscienza sia formata, affinché il discernimento non sia fatto a partire da sé ma a partire da Dio e secondo la sua Parola.
Riconoscere Cristo Re e Signore, non comporta essere sudditi, inferiori, ma significa essere “partecipi della sua Gloria”. Cristo ci rende partecipi del suo Amore chiamandoci e ponendoci nella condizione di "Amici", di “figli nel Figlio”.
Il cristiano non è sottomesso a Dio, ma è “partecipe” della sua Santità. Non obbedisce perché teme il castigo di Dio, ma obbedisce perché è “amato” da Dio!
Celebrare Cristo Re e Signore dell’Universo significa proclamare che Dio è Amore e chiama l’umanità a vivere di questo Amore. I Cristiani sono i testimoni e i portatori di questo Amore nel mondo.
Questa è la nostra responsabilità e la testimonianza a cui siamo chiamati!
[1] https://www.laparola.net/vocab/parole.php?parola=%83kan%D2w
