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La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
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XXIX Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 19 ottobre 2025

“Avere il desiderio di Dio”


 

(Es 17,8-13 - Sal 120 (121) - 2 Tm 3,14 – 4,2 - Lc 18,1-8)

 

       Mi capita spesso sentirmi rivolgere questa domanda, specialmente dai giovani: «Tu preghi tutti i giorni?». Una domanda più che lecita, soprattutto perché nella mentalità comune pregare vuol dire recitare preghiere, che i più giovani neanche conoscono, quindi il pregare tutti i giorni significa dedicare tempo a Dio e sottrarlo alle tante altre cose che si fanno nella giornata e questo può apparire faticoso, difficile o inutile e poco producente.

       La liturgia di questa domenica ci fa riflettere sulla preghiera, sul suo significato e sulla utilità.

       Il brano evangelico si apre con questa affermazione: «Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai» (Lc 18, 1).

       Gesù afferma che la preghiera è una necessità e non un dovere! La vera preghiera non nasce dal comando, da un dovere morale; quindi non è un obbligo, ma un atto libero di amore!

       La preghiera è una necessità perché è la risposta dell’anima all’amore gratuito di Dio. Chi ha incontrato Dio ha fatto esperienza del suo amore, si è sentito accolto, perdonato, salvato; la riconoscenza per questo dono gratuito di Dio è la preghiera che conserva l’anima, la propria coscienza nella relazione viva con il Signore.

       Compresa questa necessità, la preghiera non può che essere continua e costante nella propria vita e nella propria giornata.

       “Pregare sempre”, quindi, indica il costante riferimento a Dio nella quotidianità della propria esistenza, per cui ogni cosa è vissuta nel suo nome, secondo la sua Parola, per rendere costante lode a Lui.

       Il credente vive la sua fede nella prospettiva del Regno di Dio e nelle scelte quotidiane costruisce il suo futuro, perciò per agire nella volontà di Dio occorre vivere il rapporto con Lui in modo sempre costante mediante la preghiera.

          La preghiera è “desiderio di Dio”; è appagare la sete dell’anima dell’Amore di Dio incontrato.

         La preghiera è il dialogo orante con il Signore, per attuare nella propria vita la sua Parola e agire secondo la sua volontà, per questo è vissuta “senza stancarsi mai” perché essa è vitale e genera “vita nuova”.

       Gesù ci invita a non perderci di animo, senza scoraggiarci nella vita, sapendo che appartenere a Dio e camminare nella sua volontà non è facile, implica prove e difficoltà da superare per conservarsi fedeli all’amore.

         I soggetti della parabola, che Gesù presenta ai suoi discepoli, sono una vedova e un giudice che non teme Dio.

          Il giudice rappresenta la condizione peggiore dell’uomo secondo la fede: senza Dio e senza pietà.

        La vedova rappresenta la condizione della Chiesa senza lo Sposo. Vive sola e afflitta. La sua esistenza è vuota. È povera, può contare solo sulla sua insistenza e sulla intensità della sua richiesta.

         Gesù presenta il paradosso: se il giudice disonesto, senza Dio e senza pietà, fa giustizia alla vedova, tanto più Dio risponderà donando la sua Grazia alla sua sposa, la Chiesa. Donerà tutto il suo Amore alla sua Sposa orante e insistente, che risponde a Lui con il suo impegno di vita secondo il Vangelo.

         L’affermazione finale di Gesù sconcerta e allo stesso tempo deve essere di stimolo per un costante impegno di conversione: «Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18, 8).

       Considerando la nostra società, potremmo rispondere di no, perché tanti sono lontani dalla fede. Oggi la frequenza ai Sacramenti è sempre più ridotta. Eppure a questa domanda la risposta non deve essere data con l’oggi e con dati statistici.

     Gesù pone la domanda per esortare la Chiesa, ciascun battezzato, a vivere la fede come la vedova, attendendo la sua Venuta, vivendo nella costante tensione verso la vita in Dio, mediante la “preghiera costante ed insistente”, in un autentico “desiderio di Dio” che si concretizza nelle scelte quotidiane attuate secondo la sua Volontà.

        Invochiamo il Signore con le parole della liturgia nella preghiera di Colletta, impegnandoci nella vita di ogni giorno a camminare secondo la sua volontà:

Dio onnipotente ed eterno, donaci di orientare sempre a te la nostra volontà e di servirti con cuore sincero. Amen.


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