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La Luce Negli Occhi

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Domenica di Pentecoste (Anno B) - 2024

“Vivere secondo lo Spirito”


 

(At 2,1-11 - Sal 103 - Gal 5,16-25 - Gv 15,26-27; 16,12-15)

      

       «Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito» (Gal 5, 25).

       Presentando il suo ultimo libro “La Messa è sbiadita”, il sociologo Luca Diotallevi, in merito alla sempre più ridotta partecipazione alla Celebrazione Eucaristica, ha affermato: «L'errore è stato ritenere che fosse possibile recuperare la pratica religiosa non attraverso un puntuale lavoro sulle coscienze, ma puntando su un approccio sicuramente attraente ma forse superficiale. La fede non ha bisogno di essere spettacolarizzata ma seguita e alimentata»[1].

       Questa affermazione di Diotallevi ci introduce bene alla meditazione della Parola di questa Domenica di Pentecoste.

       Sappiamo che la Solennità di Pentecoste, in cui commemoriamo la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli riuniti nel cenacolo, segna l’inizio della Chiesa e del suo apostolato.

       La Chiesa è chiamata ad evangelizzare, ad annunciare la Salvezza donata dal Cristo, morto e risorto. Una salvezza che comporta un rinnovamento della vita e la sequela del Cristo.

       Il rinnovamento della vita è opera dello Spirito Santo donato nel Battesimo, ma che ogni cristiano è chiamato a lasciare operare in sé con l’ossequio dell’intelligenza e della volontà.

       Vivere la fede cristiana, dunque, è “Vivere e camminare secondo lo Spirito”.

       Per questo, come già ho avuto modo di condividere in altre riflessioni, praticare il cristianesimo vuol dire arrivare alla maturità della fede, ad una fede matura che non si limita a compiere riti e devozioni, ma a vivere secondo la Verità di Cristo, con una coscienza matura e responsabile.

       Essere credente in Cristo esige vivere secondo l’insegnamento di Cristo, per cui comporta vivere la propria vita, nella routine e nelle scelte quotidiane, con una coscienza formata, capace di discernere il bene secondo Cristo, nella fedeltà alla Verità nella Carità.

       La fedeltà alla Verità comporta valutare sempre ogni cosa con attenzione e rispetto, per scegliere sempre il bene, quindi generare Carità, amore e bene per tutti.

       Vivere secondo lo Spirito significa leggere le situazioni della vita a partire dalla fede e determinare la propria vita a partire da Dio.

       La vita cristiana, quindi, non è una obbedienza di sottomissione a Dio cieca, ma una obbedienza che nasce dal riconoscere, accogliere e vivere l’adesione a Dio come scelta libera e consapevole.

       Il credente obbedisce a Dio non per paura del suo giudizio o per renderlo favorevole a sé, ma perché riconosce che la proposta di sequela è buona e giusta per la propria esistenza.

       Vivere secondo lo Spirito è lasciare che Esso continui a illuminare e insegnare a leggere la vita per vivere la vera libertà e giungere alla vera felicità, che non consiste nell’avere tutto, ma essere e vivere nel bene.

       Il camminare secondo lo Spirito comporta formare la propria coscienza secondo gli insegnamenti di Cristo. Significa studiare, meditare, attuare la Parola di Dio. Significa valutare per scegliere il bene, operare il bene e generare il bene.

       Camminare da cristiani richiede impegno costante per vivere la fedeltà all’Amore di Dio. Una fedeltà che si alimenta con l’ascolto, lo studio e la meditazione della Parola di Dio. Una fedeltà che trova alimento nella preghiera di lode e di intercessione a Dio.

       Camminare secondo lo Spirito non significa “fare pratiche di fede”, ma “praticare la fede” cioè, mettere in pratica, tradurre in gesti, pensieri e parole la Verità del Vangelo nella quotidianità.

       Vivere e camminare secondo lo Spirito non significa “puzzare di sacrestia”, ma essere presenza di Cristo nel mondo, con la parola, la condotta di vita.

       In questa nostra società sempre più scristianizzata, occorre ripartire dalla propria formazione. Occorre che lo Spirito modelli ogni credente per essere “conformi a Cristo”, secondo il suo insegnamento, senza condizioni e limitazioni. Occorre formare la propria coscienza per saper fare scelte mature di fede, anche se controcorrente, impopolari e senza un tornaconto umano.

       Vivere secondo lo Spirito nella nostra società esige una scelta radicale e costante per Cristo, che sicuramente non troverà plauso e condivisione, ma che produrrà libertà vera e felicità perché condurrà al bene.

       La nostra società ha bisogno di credenti che abbiamo vivano nel mondo seminando la Verità di Cristo. Credenti impegnati nella vita quotidiana testimoniando la gioia di appartenere a Cristo, di vivere secondo lo Spirito.

       Invochiamo lo Spirito perché guidi mente e cuore di ogni battezzato a vivere la pienezza della fede con una coscienza formata per generare vita di bene nelle realtà di vita in cui ciascuno opera.

       Vivere il proprio Battesimo, essere credenti veri: di questo ha bisogno la nostra società e a questo Dio chiama!

       Pertanto, meno baciapile e più cristiani impegnati a vivere e camminare secondo lo Spirito.

[1] https://www.agensir.it/chiesa/2024/04/10/quante-persone-vanno-a-messa-diotallevi-ripartire-dalle-parrocchie-occorre-approfondire-la-fede-e-non-spettacolarizzarla/


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