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La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
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Prima Domenica di Quaresima (Anno B) - 2024

“La lotta interiore tra Bene e Male”


 

(Gen 9,8-15 - Sal 24 - 1Pt 3,18-22 - Mc 1,12-15)

 

       La Prima Domenica di Quaresima ci invita a meditare sulle Tentazioni di Gesù nel deserto.

       Questo racconto evidenzia la continua lotta tra il Bene e il Male a cui l’umanità è sottoposta. Gesù, nella sua vera umanità, è tentato come ogni altro essere umano e ci insegna a saper rispondere, così da scegliere il Bene.

       Il tema della lotta tra il Bene e il Male è presente in ogni religione fin da quelle primitive, perché è la domanda esistenziale che ogni essere umano si pone: perché esiste il Male e come vincerlo?

       Si tratta della lotta interiore che in ogni essere umano avviene tra le tendenze egoistiche e appropriative e la rinuncia ad esse, per una scelta di amore e di vera libertà.

       L’umanità da sempre vive in questa lotta, che non sempre riesce a vincerla con la scelta del Bene lasciando spazio alle scelte egoistiche e di potere, di supremazia sul prossimo e di esaltazione di sé in una costante scalata al successo e al potere.

       Da qui la domanda, che penso ciascuno si è posto almeno una volta nella vita, del perché Dio, che è infinito Bene, permette tanto male e violenza nel mondo?

      

       La risposta a questa domanda non è oltre di sé, ma è nel profondo di sé, della propria coscienza, del proprio cuore.

       Il Male può essere vinto solo se sappiamo fare scelte di amore, di attenzione, di apertura, di condivisione, cioè se sappiamo scegliere di vivere in una relazione di reciprocità e di cooperazione con il prossimo, con l’umanità totale, diversa in ogni individualità, ma uguale per dignità e identità.

       Il brano delle Tentazioni di Gesù nel deserto, che nel Vangelo di Marco è soltanto riportato in un solo versetto (Mc 1, 13), esprime la vera umanità di Gesù e l’insegnamento a vincere il Male con una attenta ricerca di ciò che qualifica l’essere umano.

       Gesù vince Satana non perché è vero Dio, ma perché come vero uomo sceglie la via dell’Amore e della fedeltà a Dio, al Sommo Bene, a Colui che libera veramente l’uomo rendendolo capace di amare sé stesso e il prossimo nel modo più autentico e libero.

       La lotta tra il Bene e il Male è, dunque, la costante tensione interiore tra la ricerca di affermazione di sé e la realizzazione di sé. La differenza tra le due scelte è sottile ma è all’origine di una vita spesa per il Male o per il Bene.

       La ricerca di affermazione di sé è la scelta egoistica ed egocentrica in cui non c’è posto né per Dio né per il prossimo. È la radice di ogni male del mondo e della deriva della dignità umana alla ricerca della libertà come autodeterminazione, come autonomia e indipendenza da influenze esterne e diritto di non subire interferenze nella sfera intangibile e privata delle scelte personali.

       La realizzazione di sé, invece, è determinata dalla presa di coscienza di ciò che si è, delle proprie attitudini, capacità, desideri, valori e possibilità da spendere in una cooperazione con il prossimo per un arricchimento reciproco e nella ricerca della Verità. La realizzazione di sé è anche affermazione di sé, ma non senza l’affermazione del prossimo, in una costante attenzione a favorire l’interesse, il bene di sé e del prossimo. È la ricerca del Bene non solo personale, ma anche di tutta l’umanità, aperta a scegliere il bene per gli altri a scapito di sé, nella rinuncia al proprio interesse.

       Come vincere la lotta scegliendo il Bene? Come essere capaci di scegliere il Bene come realizzazione di sé e non affermazione di sé? Come saper rinunciare alle scelte egoistiche per scegliere ciò che edifica sé stessi e il prossimo contemporaneamente?

       La risposta è nella scelta fondamentale che ognuno fa, nella decisione di fondare la propria vita sull’Io o su Dio.

       «ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi» (Gn 9, 9-10).

       L’esperienza di fede cristiana è adesione all’Alleanza di Amore con Dio, a cui il credente aderisce con l’adesione della volontà, senza altro sforzo e senza alcun aggravio né materiale né spirituale.

       L’adesione della fede a Dio è risposta ad una chiamata di Amore da parte di Dio, in cui l’unica rinuncia è all’Io personale, ma nella autentica realizzazione di sé come persona, come essere umano, nella libertà e felicità.

       L’Alleanza di Dio è chiamata alla felicità personale data dalla gioia di sentirsi amati da Lui e dalla scelta di vivere relazioni interpersonali fondate ed orientate al Bene, cioè nella Carità e nella Verità.

       La lotta tra il Bene e il Male sarà vinta da noi con la vittoria del Bene solo se siamo disposti a fare nostra la logica dell’Amore di Dio e a convertire mente, cuore e volontà lasciandoci guidare dalla Parola di Dio.

       «convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1, 15): questo invito di Gesù sia l’impegno continuo affinché la nostra vita di fede sia una piena adesione alla volontà di Dio per vivere nell’Amore, nella felicità e nella libertà dei figli di Dio.

      

      

      


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