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La Luce Negli Occhi

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Seconda Domenica di Avvento – Anno B - 2023

“Annunciatori di Cristo”


(Is 40,1-5.9-11 - Sal 84 - Mc 1,1-8 - 2Pt 3,8-14)

 

       «Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (Mc 1, 3)

       L’avvento è il tempo favorevole per verificare come stiamo vivendo la nostra adesione al Cristo. È il tempo per verificare se tutto di noi (mente, cuore e volontà) annuncia la fede in Lui.

       Essere cristiani oggi è difficile, perché viviamo in un contesto in cui nulla ha più riferimento a Dio, neanche la festività che stiamo per celebrare: il Natale! Esso non è la memoria dell’Incarnazione, ma la festa “magica” in cui sperimentare la bontà; è la festa del consumismo.

       Oggi l’essere cristiani si riduce a vivere la fede nella sfera privata, a celebrare feste popolari e devozioni ai santi. Gli stessi Sacramenti sono vissuti per routine o tradizione. Sono in forte calo le celebrazioni dei matrimoni religiosi, sostituiti da quelli civili o da convivenze. Il battesimo dei bambini, pur tenendo conte del forte calo demografico, di fatto viene poco richiesto perché i genitori ritengono che la scelta debba essere lasciata al figlio quando ne avrà consapevolezza.

       Dato di non poca rilevanza è la partecipazione alla vita della comunità cristiana e la frequenza alla Celebrazione Eucaristica domenicale e festiva, che risulta sempre più scarsa con una media dell’età dei praticanti assidui molto alta.

       Essere cristiani oggi, a mio parere, è più difficile del periodo delle persecuzioni. Il contesto sociale non è ostile alla fede, ma indifferente.

       Tutto questo diventa uno stimolo a riconsiderare il modo in cui viviamo la nostra adesione a Cristo per poter essere testimoni credibili nella società in cui viviamo.

       “Preparare la via al Signore” è innanzitutto disporre il cuore all’ascolto e all’incontro con Cristo. Ciò vuol dire che è Lui il centro e l’attore principale del dialogo. Preparare il cuore richiede disponibilità alla conversione, al cambiamento di rotta, di mentalità.

       Dall’edonismo in cui siamo immersi, che vede il piacere quale bene sommo dell'uomo e il suo conseguimento il fine esclusivo della vita, occorre ritornare al fondamento dell’esistenza, alla ricerca di senso dell’esistere per vivere nel pieno rispetto della vita in sé e dell’essere umano come “persona”.

       “Raddrizzare i suoi sentieri” significa dunque camminare nella Verità, avere un parlare secondo Verità, sapendo riconoscere e scegliere il “Bene” e denunciare il “Male”.

       Centrare la propria vita in Cristo e riconoscere nel prossimo la sua presenza, perché tutti siamo “figli di Dio nel Figlio” (vedi Gv 1, 12-13; Rm 8, 14-30; Gal 4, 6; il tema lo si trova ben esposto nelle lettere paoline), sono i pilastri fondamentali perché il nostro cammino sia “diritto” nella fedeltà al Cristo, alla sua Parola.

       Nella realtà odierna siamo chiamati ad essere “messaggeri” come Giovanni Battista, il quale era tutto proteso verso Gesù. Lo stesso Giovanni Battista, senza Cristo resterebbe incomprensibile la sua figura. Egli è l’uomo che trova senso in Gesù; è “più che un profeta” (Mt 11,9) che introduce la novità assoluta del Vangelo, che i profeti dell’A.T. avevano solo da lontano annunciato.

      Nella società, il cristiano è il “messaggero”, l’annunciatore, l’γγελος (aggelos) l’angelo, colui che con la parola e il comportamento annuncia la “novità” del Vangelo, la sua fede nel Cristo, il rinnovamento interiore che l’incontro con Gesù comporta.

      Il mondo, da sempre, ha bisogno di chi annunci la salvezza, la misericordia, la speranza, il senso della vita e della storia, il cammino da seguire per vivere nella vera gioia, nella vera pace e felicità, nell’amore di Dio.

 

      «vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione» (Mc 1, 4).

 

       Il battesimo di conversione è un cambiamento di mentalità, un ri-orientamento globale dell’atteggiamento interiore ed esteriore, di conseguenza una totale rivoluzione della vita.

      Nel contesto culturale odierno, i cristiani hanno la responsabilità morale di annunciare il Vangelo e di indicare la novità di vita mediante la loro testimonianza di vita, la scelta fondamentale per Cristo, rendendo fattibile e concreta la possibilità di vivere un “nuovo” battesimo di conversione in una realtà sociale così scevra e schiva dal trascendente e da ciò che appartiene alla vita cristiana e alla Chiesa.

       Ovviamente l’annuncio del cristiano deve essere tutto orientato a Cristo, come ha fatto il Battista: «E proclamava: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo”» (Mc 1, 7).

       Per essere un annuncio credibile e coinvolgente deve condurre alla piena adesione a Cristo e alla sua sequela e non creare legami e dipendenze con chi annuncia.

       Spesso, invece, l’annuncio è inefficace perché lega a colui che annuncia: al parroco, al catechista, al gruppo, al movimento laicale, al carismatico di turno, all’esperienza fatta in parrocchia o in altra sede. Un tale annuncio, sebbene abbia come punto di partenza Cristo e il suo Vangelo, non produrrà una vera conversione di rotta e una maturità di fede.

       Il mondo ha bisogno di cristiani che vivano con maturità, responsabilità e piena consapevolezza la propria adesione a Cristo. L’annuncio, così, troverà adesione perché sarà visto come una reale possibilità per la persona che lo riceve. L’appartenenza alla comunità di fede, alla Chiesa, sarà libera, responsabile, efficace e viva.

         Soffermandoci a meditare sulla Parola di questa seconda domenica di Avvento, sulla figura del Battista, chiediamo al Signore nostro Dio di essere “veri messaggeri” del suo Vangelo con la nostra vita; chiediamo che le comunità parrocchiali ed ogni altra espressione di vita ecclesiale siano luoghi in cui incontrare Cristo e ognuno si senta pienamente e autenticamente appartenente ad essa trovando il proprio posto in quanto “figlio nel Figlio”.


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