Privacy

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra Clicca qui per ulteriori informazioni




La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
  • Occhi


Germogli della Parola



×

Errore

Strange, but missing GJFields library for /home/utxxpkem/public_html/plugins/system/notificationary/HelperClasses/GJFieldsChecker.php
The library should be installed together with the extension... Anyway, reinstall it: GJFields

IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A) - 2022

“Essere segno di Dio!”


 

(Is 7,10-14 - Sal 23 - Rm 1,1-7 - Mt 1,18-24)

 

       «[…] il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» (Is 7, 14).

     Abbiamo bisogno di segni per credere? Abbiamo bisogno della dimostrazione della esistenza di Dio? Avere la certezza che ciò che è raccontato nella Scrittura sia accaduto realmente?

       A questa generazione incredula, scettica, poco incline a credere senza prove scientifiche, come testimoniare la fede?

      Ad una società che ha fatto del Natale un tempo che possa favorire l'economia, il consumo di beni, quale segno dare, quale annuncio fare per accogliere il Cristo che si è fatto carne e vive per sempre in mezzo a noi con la sua presenza reale nell'Eucaristia?

      Il segno non può che essere una condotta di vita tutta radicata e fondata su Cristo, seguendo i suoi insegnamenti e che si traducono in gesti e parole in verità e carità.

      Il segno per questa generazione, per questa società secolarizzata, sono i battezzati che vivono nella gioia, nella vera comunione di intenti e di vita la loro fede.

      Il segno del Natale, dell'incarnazione di Dio, è la comunità di fede che vive nella verità e si rapporta “ad intra” e “ad extra” nella carità.

     Per essere segno, quindi, occorre bandire ogni menzogna, invidia, meschinità; superare ogni divisione e senso di superiorità, che tante volte  caratterizzano le comunità di fede e allontanano i deboli e piccoli nella fede.

     La Vergine e il suo sposo Giuseppe accolgono la chiamata di Dio in umiltà e totale disponibilità. Non rinunciano alla ragione, ponendo il loro dubbio, perplessità, ma nella piena disponibilità a lasciarsi guidare e usare.

     Questo deve essere lo stile del battezzato, che diventa, così segno credibile e imitabile per il tempo che viviamo.

     Il Natale oggi, per tornare ad essere in pienezza una festa di fede, ha bisogno di credenti che siano segni di Dio nella quotidianità, segni credibili della Sua presenza con la condotta di vita fondata sulla Verità ed espressa in opere di autentica Carità.

     Il Cristo che si incarna ogni giorno nella vita del credente mediante i Sacramenti, la Parola ascoltata e meditata, la preghiera di lode e di intercessione, si fa presente nel mondo grazie al battezzato che è “segno” di Dio, del suo Amore, per il suo discernimento attento, nello scegliere sempre il Bene, e per il coraggio di andare controcorrente per non rinnegare la sua fede!

    La Vergine Maria, segno dell’amore di Dio, sia per ogni credente il modello di umiltà e di mansuetudine, di docilità alla Parola e di arrendevolezza allo Spirito affinché il mondo possa riconoscere in loro il segno tangibile e credibile della presenza di Dio nella storia dell’umanità e aprirsi ad accoglierlo come il Salvatore, il Re dei re, il Signore della Gloria e dell’Amore.


Passa alla modalità desktopPassa alla modalità mobile