Privacy

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra Clicca qui per ulteriori informazioni




La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
  • Occhi



×

Errore

Strange, but missing GJFields library for /home/utxxpkem/public_html/plugins/system/notificationary/HelperClasses/GJFieldsChecker.php
The library should be installed together with the extension... Anyway, reinstall it: GJFields

SECONDA DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO C) -2022

“Edificare la Pace partendo dal proprio cuore”


 

(At 5,12-16 - Sal 117 - Ap 1,9-11.12-13.17-19 - Gv 20,19-31)

 

       «Pace a voi! Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore […] Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi» (Gv 20,19-21).

       Gesù dopo la resurrezione appare ai suoi discepoli e mostra loro le ferite della crocifissione per rispondere alla loro incredulità, al senso di sconfitta e di abbandono che li aveva colti dopo la morte del Maestro e Signore.

     I discepoli, in particolare Tommaso, non hanno ancora compreso quanto insegnato da Gesù. Hanno bisogno di superare la loro incredulità; quella paura che rende cieca la ragione e non gli permette di comprendere fino in fondo gli insegnamenti del Cristo.

       La fede non è sentimentalismo né accecamento della razionalità, ma è accoglienza ragionata e libera della proposta di vita nuova del Cristo.

       Tommaso, presentato spesso come il modello del credente, non è diverso dagli altri apostoli. Anche a loro, in assenza di Tommaso, Gesù ha bisogno di mostrare le mani e il costato perché lo riconoscano, perché la loro razionalità permetta l’assenso della fede.

       Una fede senza ragione è bigottismo di bassa lega; è tradizionalismo slegato dalla vita; è religiosità vuota e incapace di portare frutti di amore e di pace!

          Gesù si presenta ai discepoli e dice: «Pace a voi!».

       La Pace è il dono della fede nel Cristo morto e risorto; è la condizione di chi lo riconosce Signore e Maestro, Via, Verità, Vita (cfr. Gv 14, 6). È la vera condizione dell’uomo che si riconosce creatura di Dio, amato e redento, destinato alla vita in Dio.

       La Pace vera è frutto della fede perché è “vita in Dio”. Solo quando l’umanità si riconoscerà pienamente in Dio, comprendendo che la sua caducità è destinata alla vita in Lui, liberata dalle logiche egoiste e dagli interessi terreni per scoprire il vero valore della vita, si raggiungerà la vera pace nel mondo.

          La Pace è frutto della resurrezione perché in Cristo l’umanità può vincere il suo egoismo e il peccato che da esso si genera. La Pace nasce, dunque, dalla riconciliazione dell’umanità con sé stessa e il mondo, frutto della redenzione operata dal Cristo.

         Cristo Gesù ha redento l’umanità nella obbedienza al Padre, offrendo sé stesso e in questa redenzione d’amore ha offerto all’umanità una nuova identità rigenerata dal suo amore.

       Riconoscendosi in Cristo, uomo nuovo, nuovo Adamo, l’umanità impara a superare ogni divisione, pregiudizio, discriminazione, egoismo, abuso, atto di violenza e sopruso verso il proprio simile.

         Invocare la Pace, vivere in Pace deve significare impegno nel riconoscersi fratelli di tutti, uguali in dignità e solo così si costruirà e manterrà la Pace!

          «non essere incredulo, ma credente!» (Gv 20, 27).

         La fede in Cristo apre alla vita nuova in cui non c’è odio; non c’è distinzione di pelle, di etnia. La fede in Cristo svela il vero cuore dell’umanità capace di amare il proprio prossimo oltre tutto e soprattutto.

       Aprire il cuore a Cristo è aprire il cuore al prossimo e divenire veri costruttori di Pace! Si costruisce la Pace a partire dal proprio cuore!

       Che la pace di Cristo abiti nei nostri cuori, per amarci veramente ed essere un solo popolo in Cristo (cfr Col 3, 14-15).


Passa alla modalità desktopPassa alla modalità mobile