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Categoria: T. di Pasqua 2022
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DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO C) - 2022

“Risorti nella Verità, per amare in sincerità”


 

(At 10,34.37-43 - Sal 117 - Col 3,1-4 – oppure 1Cor 5,6-8 - Gv 20,1-9)

 

         «Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità» (1Cor 5, 8).

        Eccoci a celebrare la Pasqua finalmente con una certa libertà dalle restrizioni della pandemia per respirare la tanto agognata “normalità”.

       A prima vista tutto sembra indicare normalità e ritorno alla piena assunzione di libertà. La scena di Papa Francesco solo nella piazza San Pietro deserta resterà impressa nella nostra memoria. Un Venerdì Santo che espresse con forza la solitudine del Cristo nell’ora della morte e nello stesso tempo la forza dirompente dell’amore di Dio che dona la vita a chi la vive in pienezza secondo il dono di Dio.

       Eppure in questa Pasqua la gioia del Cristo risorto continua a risuonare con forza nella “normale e naturale” cattiveria umana: basti pensare all’atrocità della guerra, al delirio di potere di chi si ritiene migliore, superiore ad ogni altra persona.

       Se l’umanità non si rende disponibile a compiere il passaggio dall’egoismo all’amore, la Pasqua resterà semplicemente un rito e una tradizione culturale.

       San Paolo lo dice chiaramente ai Corinti: occorre togliere il lievito vecchio “della malizia e della perversità” per vivere nella “sincerità e verità”! A quasi duemila anni dalla stesura di questa Lettera (tra il 53 3 il 57 d.C.), le parole di S. Paolo sono attualissime evidenziando che il peccato può essere vinto solo nel personale e costante impegno di conversione del cuore riconoscendo che Dio ha l’unica e piena Parola di Verità per l’uomo.

       L’arroganza umana di credersi, sentirsi e atteggiarsi da “dio pieno di potere decisionale” conduce a tutte quelle azioni che generano sofferenza, discriminazione e morte.

       L’apertura alla proposta d’amore di Dio e l’accoglienza della sua Parola di verità rende l’umanità capace di vivere nella Pace, nella solidarietà e nella carità.

       Ecco la Pasqua da celebrare! Ecco la resurrezione a vita nuova da vivere, per l’amore salvifico di Dio Padre in Cristo Gesù, morto e risorto.

       In questi anni abbiamo desiderato di riappropriarci della “normalità”, che la pandemia sembrava averci tolto con irruenza e forza inaudita ed improvvisa. Eppure in questa Pasqua, dove la “normalità” sembra raggiunta, non possiamo gioire appieno per tutto l’egoismo e cattiveria che appartiene all’umanità intera.

       L’annuncio della Pasqua carico di vita nuova è ancora attenuato e ovattato dalla malizia, dal giudizio discriminante, dall’odio che genera morte, dalle tante parole che, anziché edificare, distruggono!

       I cristiani da duemila anni sono chiamati a portare l’annuncio di speranza e di misericordia all’umanità intera, partendo dal prossimo che è accanto a noi.

         I cristiani, in ogni parte del mondo, sono annunciatori della vita nuova del Cristo risorto con la vita, con i gesti e le parole: piccoli e normali segni di presenza del Cristo che generano comunione, che rialzano dalla miseria della caducità e donano speranza.

       «[…] risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra» (Col 3, 1-2).

       La Pasqua è ricerca della volontà di Dio nella quotidianità della vita di ciascuno; è vivere il presente con responsabilità e impegno con la costante tensione alla vita in Dio.

        La Pasqua è rinnovamento interiore; è amore sincero e vero per il prossimo; è vita che genera vita nelle piccole cose, nelle parole dette o omesse per carità del prossimo; è perdono che rialza e riaccoglie.

          Celebrare la Pasqua significa, dunque, amare con il cuore di Dio!

       Buona Pasqua e che la gioia del Cristo risorto si traduca per ciascuno in novità di vita in sincerità e verità.