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La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
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SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO C) - 2022

“Trasfigurati per la fede”


 

(Gen 15,5-12.17-18 - Sal 26 - Fil 3,17- 4,1 - Lc 9,28-36)

 

       La fede cristiana è fede nel Cristo risorto e il cammino da compiere come credenti ha come meta la vita eterna in Dio, che, come insegna San Paolo ai Filippesi, è il luogo della nostra trasfigurazione completa da raggiungere vivendo da “risorti” alla vita nuova in Cristo: «La nostra cittadinanza, infatti, è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose» (Fil 3, 20-21).

       La condotta di vita nella fede, la vita morale, non è impegno di perfezione mediante opere, pratiche religiose o comportamenti secondo “cliché del buon credente”; essa è vita in Cristo, sequela di Cristo, cammino di rinnovamento nello Spirito Santo: «Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna» (Tt 3, 4-7).

           Il cristiano è un “trasfigurato” per fede!

       Essere trasfigurati significa che l’Amore di Cristo ha rinnovato completamente la vita per cui i sentimenti di Cristo sono diventati i sentimenti del credente.

         Questa è la vera essenza della vita cristiana!

        L’impegno del credente deve essere tutto rivolto in questa direzione: nel lasciarsi trasfigurare da Cristo, rinnovando il proprio essere per arrivare a dire con San Paolo: «non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me» (Gal 2, 20).

        Tutto questo non è altro che riconoscere Cristo come il Signore e Maestro, il Figlio eletto del Padre da ascoltare e imitare nel suo modo di amare. Si tratta di un rapporto personale, reale, non ideologico. La fede è una relazione con la persona di Cristo, non con l’idea di Lui.

        Essere “conformati a Cristo”, espressione paolina (cfr Rm 8) che spiega il concetto del vivere da “trasfigurati”. Il trasfigurato è colui che si lascia modellare da Cristo, che cambia la sua “forma”, cioè il suo modo di essere, di vivere, di agire, di pensare, di valutare, per acquisire quella di Cristo.

         È un processo costante che dura tutta la vita, ma essenziale e irrinunciabile. È il cammino autentico della fede, che nell’ascolto e meditazione della Parola, nella preghiera e nella vita sacramentale trova la sua fonte, e che si concretizza in un impegno di testimonianza nella quotidianità di ciascuno.

        Essere trasfigurati per la fede significa fidarsi ed affidarsi a Dio avendo come fine e misura la vita eterna. Ciò comporta vivere il presente consapevoli che nulla è paragonabile alla vita in Dio, ma tutto deve concorrere per raggiungerla.

        Essere trasfigurati significa aver fatto esperienza della “bellezza di Dio”, come gli apostoli sul monte Tabor: «Maestro, è bello per noi essere qui» (Lc 9, 33): si tratta di avere una conoscenza vera di Dio basata sull’ascolto della sua Parola, accogliendo la sua Alleanza definitiva nel Figlio Gesù Cristo. Non basta, quindi, una religiosità devota, ma occorre una relazione personale e profonda che apre ad una visione nuova della esistenza derivata, appunto, da Dio.

        La novità di vita e il cambiamento di visione delle cose conducono ad essere veri testimoni, esempi di vita autenticamente cristiana. San Paolo arriva a chiedere ai cristiani di Filippi di “imitarlo” e lo può dire proprio perché la sua vita è stata trasfigurata dalla sua completa adesione al Vangelo.

         Essere “trasfigurati per fede” nella realtà di oggi vuol dire vivere il presente, nella particolare condizione di vita, imparando a discernere il tempo presente alla luce del Vangelo, prendendo ciò che è buono e rigettando ciò che è contrario al Vangelo, senza la paura di essere scartati dalla società, ma con l’unica volontà di restare radicati in Cristo ed essere rinnovati nello Spirito Santo.

         Essere trasfigurati oggi richiede lo stesso impegno e la stessa radicale scelta dei discepoli al tempo di Cristo e nel corso dei secoli finora: il Vangelo resta sempre lo stesso; il cammino da compiere è il medesimo; le scelte per il bene sono uguali sempre e richiedono amore e adesione piena a Dio.

       L’amore di Dio, il dono della Pace nei cuori, la scelta per il bene restano invariati nei secoli. Il progresso della società, le scoperte scientifiche, le modalità di vita odierne non modificano l’essenzialità del Vangelo, ma chiedono solo maggiore attenzione, conoscenza e discernimento per la complessità della situazione attuale, delle circostanze e del progresso delle conoscenze tecnico scientifiche.

         Oggi è possibile vivere da “trasfigurati per la fede”: basta aprire il cuore a Dio e impegnarsi nella conoscenza, meditazione e attuazione del Vangelo.

         Il cammino quaresimale è sempre l’occasione opportuna per riprendere l’impegno d’amore con Dio e lasciarsi “trasfigurare” e “rinnovare” dall’azione dello Spirito Santo.

      


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