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La Luce Negli Occhi

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II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) - 2022

“Rinnovati e trasformati dallo Spirito”


 

(Is 62,1-5 - Sal 95 - 1Cor 12,4-11 - Gv 2,1-12)

 

       Dopo aver contemplato l’incarnazione di Cristo, l’Epifania e il Battesimo al Giordano, in questa domenica siamo invitati a riflettere sul primo dei miracoli riportati dall’evangelista Giovanni avvenuto durante il banchetto nuziale a Cana di Galilea.

        Questo episodio apre a tante riflessioni ed è carico di significato ed io voglio soffermarmi a riflettere su due aspetti della vita del credente: la sua condizione di battezzato e l’appartenenza alla comunità ecclesiale.

        Il miracolo a Cana della trasformazione dell’acqua in vino è simbolo della novità della vita nello Spirito donata nel battesimo: la condizione naturale del credente è rinnovata dall’azione dello Spirito. La condizione naturale, simboleggiata dall’acqua, è trasformata per una vita di gioia e di festa dall’azione dello Spirito, simboleggiata dal vino. Il battezzato è inserito nella novità della vita dello Spirito ed è chiamato a rinnovare la sua vita dandone sapore e colore, mediante i doni, i carismi dello Spirito.

       Il battezzato è chiamato a portare questa novità nella realtà in cui vive. Ciò si realizza ad una condizione: l’ascolto del Cristo, come indicato dalla Vergine Madre Maria ai servi («Qualsiasi cosa vi dica, fatela» Gv 2, 5). La condizione del battezzato che vive secondo lo Spirito del Cristo si compie mediante l’ascolto della Parola, la meditazione e la preghiera fiduciosa. L’obbedienza dei servi, accompagnata dallo stupore dopo il miracolo, è propria del credente che vive secondo l’insegnamento di Cristo e impara a leggere nella storia la sua presenza, i doni di amore e i miracoli di redenzione che compie nell’umanità che lo accoglie, in primis in lui riconoscendosi peccatore, amato e redento dal Cristo.

         Inserito in Cristo per il Battesimo, il credente è chiamato alla vita di comunione e condivisione nella comunità dei credenti: la Chiesa.

       La vita nello Spirito donata nel battesimo è necessariamente vita di comunione, di comunità. I carismi sono per l’edificazione comune, afferma San Paolo ai Corinti: «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune» (1Cor 12, 7).

        La vita del credente, rinnovata dallo Spirito, deve essere tutta orientata all’edificazione e generare vita nuova secondo lo Spirito.

       La Chiesa è e deve essere comunità di persone redente e rinnovate dalla Grazia battesimale, che operano per la comune edificazione e crescita nella fede, senza divisioni e rivalità, giudizi ed esclusioni.

        La comunità dei credenti, la Chiesa, è generata dal sacrificio di Cristo, dall’ “ora” compiuta dal Cristo sulla croce in obbedienza alla volontà redentrice del Padre, pertanto, essa vive nella comunione con Dio se vive la sua “ora” di accoglienza, servizio, annuncio, verso ogni persona e tra battezzati, “ad extra” e “ad intra”.

       La vita del battezzato e, di conseguenza, di tutta la comunità dei credenti, della Chiesa nella diversità di carismi e ministeri, deve generare “unità”, deve “edificare”, deve favorire ed educare alla “piena comunione con Dio e il prossimo, i fratelli”.

       Il culto non è più esteriore, fatto di purificazioni rituali, ma interiore e di rigenerazione nello Spirito. L’acqua delle giare per la purificazione, secondo la ritualità giudaica, i “mitzvot” della Legge, sono trasformati dal Cristo in “vita nuova”, in un sacrificio interiore di comunione e di vita nell’Amore redentrice e misericordioso di Dio.

     L’Eucaristia è tante volte vissuta nella visione di un sacrificio di purificazione e non di comunione e di novità di vita. La celebrazione eucaristica è ridotta ad una ritualità sterile di un sacrificio esteriore donato a Dio per ricevere favori.

       L’Eucaristia è comunione con Cristo, offerta di sé stessi uniti al Cristo, che genera una vita di attenzione, accoglienza, comunione e servizio.

       Rinnovati e rigenerati dal Cristo per una vita di comunione e di amore, senza giudizio e condanna, ma ascolto ed accoglienza, servizio per l’edificazione comune.

       Riscopriamo il dono della vita nuova in Cristo perché ogni giorno si compia nella nostra vita il miracolo di Cana, rinnovandoci nello Spirito per una vita di comunione, di attenzione e servizio, senza porre ostacoli all’azione dello Spirito in noi, mettendo a frutto i doni e i carismi ricevuti, affinché tutti possano esserne edificati.

      


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