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La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
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XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo

“Annunciatori della Regalità di Cristo”


 

(Dn 7,13-14 - Sal 92 - Ap 1,5-8 - Gv 18,33-37)

 

       «Pilato disse a Gesù: “Sei tu il re dei Giudei?”. Gesù rispose: “Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?”» (Gv 18, 33-34).

       Alla domanda di Pilato, se fosse lui il re dei Giudei, Gesù risponde con un'altra domanda, che oltre a indicare da che parte viene l’accusa, esprime il senso profondo del rapporto di fede: riconoscere la regalità di Cristo conduce alla vera “libertà” e alla autentica umanità!

       Il mondo oggi non è in grado da solo di riconoscere la regalità di Cristo, perché come Pilato non conosce la Verità. Celebre la domanda di Pilato, dopo il discorso di Gesù: «Quid est Veritas?», «Cos’è la Verità?» (Gv 18, 38).

       Il mondo non conosce la Verità, non conosce Cristo, perché manca chi lo annuncia, chi lo rende presente con la propria vita, chi lo testimonia. Al mondo manca chi fa conoscere la regalità di Cristo nella propria vita!

       Sembra questa mia affermazione carica di nota polemica e di accusa, ma non vuole affatto essere questo, casomai un “mea culpa”; resta comunque una affermazione corretta perché noi cristiani non siamo consapevoli fino in fondo di essere una minoranza nella società e di dare tropo per scontato che c’è nella nostra società una minima conoscenza del cristianesimo.

       Se ci soffermiamo a considerare con attenzione la realtà del cristianesimo in Europa e in Italia, non possiamo non convenire sul fatto che la fede non è più una realtà condivisa, pubblica, sociale, ma è relegata alla sfera personale, intimistica.

       In una modalità di vita di fede tutta concentrata sulla espressione individuale e intima del rapporto con Dio, la testimonianza e l’evangelizzazione non trovano spazio.

       Di conseguenza manca alla società chi viva con fermezza, autenticità e pubblicamente la fede e non la sola espressione rituale e devozionale.

       Il mondo ha bisogno di cristiani in cui la regalità di Cristo si renda evidente: cristiani che vivano in ascolto della Parola e camminino nella Verità, in un costante e fedele discernimento di ciò che è dalla Verità e conduce alla vera libertà del cuore.

       Riconoscere la regalità di Cristo conduce alla vera “libertà” e alla autentica umanità! Cosa vuol dire questa affermazione?

       Cristo ha detto che Lui è la Verità che rende liberi (cfr Gv 8, 32), perché Lui è la Verità che permette di agire sempre per il Bene e compiere ciò che edifica. In questa libertà, che scaturisce dal suo amore, comprendiamo la vera umanità, perché è nella sua Verità che impariamo a vivere nel pieno rispetto della nostra dignità.

       Nella sua Verità, tutto di noi diventa espressione del suo amore, tutto è orientato a vivere nel suo amore. In questa prospettiva la vita assume un senso che non è nel proprio “ego”, bensì nella capacità di amare e di donarsi!

       Nel riconoscere Cristo Re conosciamo la vera identità della umanità, come creatura di Dio Padre, portatori della sua “immagine e somiglianza”. Una immagine che è il Figlio che ci ama; una somiglianza nella possibilità e capacità di scegliere per il Bene.

       Il mondo ha bisogno di cristiani che esprimono la regalità di Cristo nella propria vita attraverso tutto sé stessi: pensiero, parola, azioni; tutto sé stesso teso alla ricerca ed attuazione del Bene, nel discernimento continuo di ciò permette ad ogni persona di raggiungere la piena realizzazione nella reciprocità d’amore con il prossimo, la vera fraternità!

       «Il mio regno non è di questo mondo […] il mio regno non è di quaggiù» (Gv 18, 36).

       Gesù afferma con molta forza che il suo regno non appartiene a questo mondo, perché libero da ogni forma di potere, di menzogna, di meschinità, di avidità, di dominio dell’uomo sul suo simile.

       Il Regno di Cristo è Verità! È un regno in cui l’umanità esprime in pienezza la sua realtà e identità, perché il suo Regno è presente nella concretezza della quotidianità in cui vivere l’Amore di Dio.

       Il cristiano che riconosce e vive la regalità di Cristo vive la sua umanità nella espressione più alta e nella condizione di “figlio di Dio”: l’espressione alta di una umanità non ricurva su sé stessa, nella affermazione egoistica ed egocentrica di sé, ma nella apertura all’altro, al prossimo per essere uniti e fratelli edificandosi nella reciprocità.

       «Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce» (Gv 18, 37).

       Essere dalla Verità e vivere nella Verità: questa è la condizione del cristiano. Essere dalla Verità significa accogliere la Verità, Cristo, come principio della propria vita. Vivere nella Verità significa generare in sé e attorno a sé relazioni di verità, edificandosi nella reciprocità e allontanando ogni menzogna e meschinità: «il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno» (Mt 5, 37).

       Cristo è la voce della Verità, essendo Egli il Verbo Verità. I cristiani sono la voce della Verità, vivendo nella sua regalità e camminando nella Verità. Senza la fedeltà alla Verità non siamo “voce”, la nostra fede diventa vuota e sterile. Nella fedeltà alla Verità, diventiamo “voce” che testimonia e coinvolge nella Verità e genera verità in sé e nel prossimo, testimoni della regalità di Cristo nella propria vita, nella quotidianità del vivere!


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