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La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
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Domenica di Pasqua - Resurrezione del Signore – Anno B - 2021

“Cercare e pensare secondo Dio”


 

(At 10,34a.37-43; Sal 117; Col 3,1-4; Gv 20,1-9)

 

          «se siete risorti con Cristo» (Col 3, 1)

        L’affermazione di San Paolo ci inserisce nel pieno della celebrazione della Pasqua ricordandoci il nostro appartenere a Cristo ed essere partecipi della sua resurrezione per il dono del Battesimo ricevuto.

       L’Apostolo evidenzia che, per il Battesimo ricevuto, i credenti hanno rotto definitivamente col mondo e sono inseriti nella dimensione escatologica realizzata da Dio per il sacrificio di Cristo.

          Questa realtà forte e determinante della fede cristiana è sottolineata dai verbi che Paolo usa: “cercare” e “pensare”.

         “Cercare le cose di Dio” è in contrasto con le cose del mondo, della terra: questo non significa vivere in modo disincarnato o estraneo alle problematiche che ci circondano, ma significa dare valore alla vita basando tutto su Dio, i suoi insegnamenti, i valori della fede. “Cercare Cristo, che è assiso nei cieli” significa che è con la sua sapienza che dobbiamo discernere le cose terrene.

        “Pensare alle cose del cielo” rafforza l’espressione precedente indicando chiaramente che per il battesimo ricevuto deve cambiare la mentalità, il modo di pensare, di valutare, di agire.

       Il Battezzato, partecipe della risurrezione di Cristo, cambia mentalità assumendo la visione e il giudizio di Dio: giudizio di verità e di misericordia.

         Il cambiamento di mentalità, di pensiero, comporta allontanare da sé ciò che non è secondo Dio, che non è frutto dello Spirito. Comporta allontanare da sé ciò che genera “morte”, “chiusura”, “uso e abuso del prossimo”; ciò che è generato dall’egoismo, dalla menzogna, dal vile interesse, dal tornaconto, dal piacere fine a se stesso, dal male.

        Rivolgere il pensiero alle cose di Dio produce vita in sé e attorno a sé; apre alla relazione e alla reciprocità, alla carità e alla cooperazione.

        Per il Battesimo ricevuto la vita del credente è trasformata dalla Grazia, che bisogna far agire con il pensare, l’agire, il discernere secondo la volontà di Dio.

       Questo comporta un impegno costante, un’apertura di mente e di cuore, un atto profondo e autentico di affidamento all’amore di Dio con la preghiera e la meditazione della Parola di Dio.

        Il dono della Pasqua per il battezzato è, dunque, una vita nuova carica di speranza vissuta con fede ed espressa nella carità.

        Fare Pasqua significa rinnovare il proprio impegno a vivere secondo Dio per la fede professata e vissuta con carità, in speranza.

        Fare Pasqua chiede apertura costante alla conversione per essere sempre più “conformi” a Cristo.

      Celebrare la Pasqua significa proclamare la vittoria di Cristo in noi e abbandonare ogni forma di egoismo e presunzione; cambiare mentalità e giudizio per pensare e agire secondo Dio, in verità e amore.

       Celebrare oggi la Pasqua chiede ad ogni battezzato di vivere contro corrente, di essere testimone della Resurrezione di Cristo con un agire che si distingue dal mondo per la carità e la giustizia.

       Il mondo ha bisogno della testimonianza dei Battezzati; ha bisogno di riconoscere che i cristiani hanno un “pensiero” diverso da quello che esso impone, perché non basato sulla ricerca della personale affermazione, ma sull’impegno di costruzione ed edificazione del bene comune, riconoscendo il prossimo come figlio di Dio e fratello in Cristo.

        Riscopriamo il nostro Battesimo e viviamo da risorti con Cristo!

        Buona Pasqua!


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