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La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
  • Occhi



Sabato Santo – Anno A

"Il silenzio in attesa della vittoria della vita"


 

 

       «Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l'altra Maria» (Mt 27, 57-61 // Mc 15, 42-47; Lc 23, 50-56; Gv 19, 38-42).

      

       Il Sabato Santo è il giorno del silenzio perché Cristo è morto e deposto nel sepolcro. È il giorno dell’assenza, del vuoto: il Maestro, il Messia, colui che ha insegnato, guarito, risuscitato i morti è chiuso in un sepolcro. I discepoli, che fino ad ora avevano percorso con Lui le vie della Galilea e assistito alla sua missione, sono chiusi nel dolore e provano la sconfitta, l’assenza di Colui in cui avevano sperato.

       È di fatto il sentimento che abbiamo anche noi, soprattutto oggi: ci sentiamo soli, avvolti nel grande silenzio e nel profondo senso di assenza di Dio. Impotenti di fronte a quello che viviamo, sentiamo il grido silenzioso della morte!

       Di fronte alla morte ci sentiamo sempre impotenti e la paura prende il sopravvento sulla ragione e sulla speranza. La sofferenza riusciamo a sopportarla e sappiamo anche reagire, ma la morte ci disarma, mette a nudo la nostra impotenza.

       La Chiesa nel giorno del Sabato Santo non celebra l’Eucaristia, ma vive l’attesa della risurrezione, facendo del silenzio il tempo favorevole per crescere nella fede e nell’abbandono a Dio.

       Il silenzio del Sabato Santo è, infatti, l’occasione in cui far tacere tutto quello che distrae dall’ascolto di Dio e dalla obbedienza a Lui. Il Sabato Santo è il giorno in cui comprendere il dono di Dio e il bisogno che abbiamo di Lui, del suo amore per noi, della sua misericordia.

       Per gustare la Pasqua, per partecipare alla sua resurrezione, abbiamo bisogno di fare silenzio, di comprendere il dono che Lui ci ha fatto e quanto sia importante per la nostra vita. Questo è possibile meditando sulla sua “assenza” nella nostra vita.

       Meditare sulle tante volte in cui non gli abbiamo permesso di essere con noi, nelle nostre scelte, a guida delle nostre decisioni, a fondamento dei nostri ragionamenti.

       Per essere partecipi della sua risurrezione, per vivere da risorti e redenti, dobbiamo comprendere cosa vuol dire vivere senza Dio; meditare sulla sua “assenza” nella quotidianità del nostro esistere.

       Mai come in questi giorni, abbiamo la possibilità di riflettere su Dio e sulla sua assenza dalle nostre società, dalle logiche umane sempre più fondate sull’economia, sul denaro. Oggi, in questa pandemia, che ci ha riportato alla verità del nostro essere impotenti, abbiamo l’opportunità di riflettere su come viviamo, su cosa abbiamo fondato la nostra vita.

       Oggi siamo obbligati a stare fermi, a non poter vivere la routine delle nostre giornate, sempre più frenetiche. Soffriamo questo stare chiusi in casa, fermi e obbligati a rinunciare alle tante cose che siamo abituati a fare, ma se facciamo silenzio e meditiamo sulle cose che ci mancano, forse riusciamo a comprendere cosa è essenziale veramente, recupereremo la presenza di Dio nelle nostre giornate, metteremo ordine nella nostra vita dando priorità a ciò che edifica e ci rende veramente “umani”.

       Dio ci sta offrendo una grande opportunità: ci sta facendo riappropriare in modo corretto della nostra “libertà”, non vivendola più come “idolo”, ma come “l’essenziale” della nostra “identità di figli di Dio”; da vivere non più “egoisticamente”, in una frenetica e ansiosa ricerca di autoaffermazione, ma in una “cooperazione di libertà”, affinché tutti gli esseri umani possano vivere liberi.

       Il vero male che affligge l’umanità non è il Covid-19, ma l’egoismo e la ricerca della propria affermazione. Questa pandemia è permessa da Dio, non per un castigo, ma per farci riappropriare della nostra “libertà” per il bene di tutti.

       Preghiamo perché la Pasqua che stiamo per celebrare quest’anno sia una vera occasione di resurrezione per il mondo intero, affinché si recuperi il valore della persona al di sopra di ogni logica economica e di potere.

       Preghiamo perché questa Pasqua ci aiuti a sconfiggere la morte a cui abbiamo relegato le nostre coscienze per risorgere alla vera libertà di figli di Dio nella continua ricerca della verità che edifica.

 

“Signore Gesù,

sei morto e deposto nel sepolcro.

Un grande silenzio caratterizza questo giorno santo,

in attesa della tua resurrezione.

 

Il silenzio ci fa paura,

abituati al continuo rumore delle nostre giornate.

In questi giorni abbiamo tanto tempo per riflettere,

per fare silenzio e recuperare la bellezza dell’ascolto.

 

Aiutaci ad ascoltare Te,

che parli nell’intimo di noi stessi,

nelle nostre coscienze,

che abbiamo fatto tacere,

ponendo la libertà come “idolo” della nostra vita.

 

Rendici veramente liberi,

imparando a ricercare ciò che ci edifica come persone,

come figli tuoi e fratelli di tutta l’umanità.

 

Rendici partecipi della tua resurrezione,

imparando a fare silenzio dentro di noi,

per ascoltare ciò che è essenziale e vero;

ciò che produce bene e non male;

ciò che unisce e non divide;

ciò che costruisce e non distrugge;

ciò che genera vita e non morte.

 

Rendici persone “risorte”,

liberati dalle logiche egoistiche;

liberati dagli interessi economici;

liberati dalle insidiose maglie del male;

costruttori di umanità;

promotori di libertà;

operatori di pace e di carità.

Amen”

 


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