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La Luce Negli Occhi

Viaggio nell'anima attraverso la Sacra Scrittura
  • Occhi



Il Triduo Pasquale

“I segni della Fede”

La Presenza che sostiene – l’Offerta che libera – il Silenzio che apre alla vita


 

       Ecco i giorni forti della nostra fede! Anche se non possiamo celebrarli in presenza, recandoci in chiesa, non possiamo lasciarli passare senza meditare sui misteri della nostra fede, sul dono di Grazia che Cristo ci ha conquistato con l’offerta della sua vita, nella obbedienza al Padre e nell’amore per misericordioso!

       Abbiamo bisogno di viverli in modo pieno e attento perché la nostra vita sia sempre carica di speranza, i nostri pensieri e gesti siano di carità e la nostra volontà sia sempre illuminata dalla fede.

       I giorni del Triduo Pasquale sono giorni ricchi di “segni della fede” che ci permettono di attuare ciò che S. Paolo dice ai Colossesi: «Come dunque avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in lui camminate, radicati e costruiti su di lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando nel rendimento di grazie. Fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo» (Col 2, 6-8).

 

       Il Giovedì Santo è il giorno della “Presenza” che sostiene. Questa presenza richiede tre momenti:

       Fare memoria della istituzione della Eucaristia: significa orientare tutta la vita in funzione di questa Presenza.

       Riconoscere questa Presenza: vuol dire accogliere il dono ricevuto e renderlo visibile in noi; vuol dire rendere la nostra vita aperta nella donazione di sé, nell’accoglienza e nell’impegno di costruire relazioni autentiche fondate sul servizio di carità nella verità. Solo una costante relazione con questa Presenza, che sostiene, illumina, conforta e corrobora, conduce a riconoscere ogni momento della nostra esistenza come occasione per “fare la volontà del Padre”.

       Vivere alla Presenza: necessaria per cambiare mentalità; vivere della Presenza per edificare nella verità; vivere nella Presenza per educarci nella carità.

      

       Il Venerdì Santo è il giorno della “Offerta” che libera.

     L’Apostolo Pietro lo afferma chiaramente: «Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia» (1Pt 1,18-19).

       Quanto bisogno di libertà, quanta ricerca di riscatto dalla mediocrità della vita, quanto affanno per conquistare una posizione nuova nella vita.

       Cristo ci ha dato tutto questo offrendosi a noi e per noi sul trono della croce, per elevare la nostra condizione umana dalla schiavitù alla libertà. Questo è comprensibile ed accettabile solo se riusciamo a “guardare oltre”.

       Guardare oltre la logica del tutto e subito.

       Guardare oltre la regola del “carpe diem”.

       Guardare oltre le strettoie del nichilismo.

       La croce del Cristo è speranza e regola di vita; è “Offerta” che libera il cuore per amare senza misura.

      

       Il Sabato Santo è il giorno del “Silenzio” che apre alla vita.

      Non è il silenzio della morte, del vuoto esistenziale che fa precipitare nella disperazione, ma il “Silenzio dell’Amore” che aspetta di essere riconosciuto da noi e accolto, per allargare gli orizzonti e generare vita.

       È giorno del “Silenzio” eloquente dell’Amante verso l’amato da vivere nel far tacere tutto ciò che distoglie da questo dialogo di amore, perché sia un “silenzio” che allarga il nostro cuore e rigenera la nostra vita guarendo ogni ferita e dolore.

 

 


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